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Struttura

La Cooperativa, al fine di svolgere in maniera ottimale il piano di trattamento residenziale nella Comunità “Vivere”, ha scelto una struttura che risponde ai confort e alla funzionalità per le attività e la permanenza degli ospiti che intraprendono il percorso terapeutico. Essa è ubicata in Via B. Croce, 37, a Piazza Armerina, in una zona periferica della città, con una bellissima vista panoramica.
La struttura ha un giardino esterno e superfici dedicate a piccole coltivazioni per le attività ergo-terapiche. E’ adeguata per ospitare 15 utenti. Presenta tre piani con arredamenti appropriati per la destinazione d’uso di ogni spazio, corredati di impianti termici a caldaia per garantire condizioni microclimatiche idonee.

Al piano terra: un ampio atrio d’ingresso che si presta perfettamente alle attività di gruppo e alla visione della TV; un ufficio Amministrativo e per la somministrazione delle terapie; la camera operatore notturno; una sala ricreativa per gli utenti. Di fronte l’atrio d’ingresso un corridoio porta ai servizi igienici per gli operatori, alla lavanderia, ai servizi igienici adeguati per i diversamente abili, ad una stanza per i colloqui e riunioni d’equipe e una camera da letto per tre utenti.
Al primo piano: un blocco di camere da letto per gli utenti, un servizio igienico e un ampio laboratorio per attività ludiche, formative, e artigianali, corredato da attrezzature certificate e dispositivi per la protezione individuale.
Al piano secondo: un atrio con un forno a legna e un lavabo,  un blocco servizi con antibagno e due wc separati, una camera utenti, la cucina e la sala da pranzo.

Setting Residenziale

La Comunità rappresenta un «setting» ideale, luogo protetto dove affrontare funzionalmente la problematica del tossicodipendente, in quanto una delle sue caratteristiche è quella di sostituirsi alla famiglia, fornendo all’individuo una “base sicura”, determinante per lo sviluppo di uno reale cambiamento.
La Comunità è una struttura residenziale che permette un trattamento intensivo e strutturato, rispondendo al naturale bisogno della persona di accettare se stessi e gli altri nel reciproco confronto e nel rispetto di regole condivise.      
Il contesto comunitario predispone l’utente ad essere ricettivo verso un intervento pedagogico e terapeutico. Rifugiandosi da uno stile di vita logorante e distruttivo, ha l’opportunità di apprendere uno modello comportamentale incentrato sull’auto-responsabilizzazione, l’ascolto e la comunicazione efficace. L’utente si abitua a scandire e non “sbattersi nel tempo”, comprendere di essere artefice del proprio destino emozionale, e faticosamente introiettare un  nuovo modo di rappresentare il proprio teatro psichico e la realtà circostante, verso una presa di consapevolezza auto-terapica dei propri bisogni e piaceri.


Il nostro setting residenziale:
- permette un trattamento personalizzato allo scopo di favorire una riorganizzazione un Sé frequentemente destrutturato e disadattivo, attraverso la sperimentazione di nuove esperienze cognitivo-emotivo- comportamentali-relazionali, che aprono a nuove e più adeguate - vantaggiose modalità di essere;
- permette di avere una enorme quantità di osservazioni sull’utente, in contesti diversi, dei «comportamenti bersaglio» da eliminare e «comportamenti mete» da rinforzare;
- offre situazioni gratificanti che migliorano il senso della propria autoefficacia.

Gruppo Utenti

I beneficiari del trattamento e recupero della dipendenze patologiche  della Comunità "Vivere" sono gli utenti che vengono inseriti nel programma residenziale della Comunità. Per fini pedagogici ad ogni utente svolge una mansione specifica, in relazione alle caratteristiche  di ciascuno e in base alle fase del percorso comunitario raggiunto.
Vengono, quindi, assegnate agli Utenti delle Responsabilità in relazione ai vari settori di gestione della struttura comunitaria e del gruppo.
L'utente, nel portare avanti una 'responsabilità, vive in settings molto utili all’equipe per l’osservazione comportamentale e relazionale. Nel corso del Programma ciascun utente godrà di responsabilità gradatamente più importanti. In fase avanzata di trattamento l'equipe assegna infatti nomine di responsabile per le commissioni all’esterno, dei laboratori e quella più importante del  Coordinatore degli Utenti.
Gli utenti sono impegnati nella cura della casa, della lavanderia, della cucina, e in laboratori ergo-terapici specifici.

Alcune testimonianze
Che cosa significa essere dipendenti? come si manifesta? quali sono i tipici comportamenti, pensieri, sensazioni ed emozioni?
“ … nell’usare alcol provavo depressione e nello stesso tempo ribellione per il dover l’alcol vivere quella realtà e reprimere sensazioni ed emozioni negative: non ci riuscivo e mi faceva eliminare quelle debolezze … poi l’alcol mi si è rivoltato contro: mi ha fatto riemergere la rabbia verso tutto e tutti, ritrovandomi solo ad annullarmi … ricadevo di continuo e nonostante la sofferenza mi convinceva il non vedere vie d’uscita … ero rassegnato. Oggi provo rammarico per quello che mi sono perso!”
“ … quello che mi viene in mente e che ho usato sostanze per stare meglio con gli altri, ma vivo oramai da tanto una sensazione di schiavitù, di essere incastrato …”
“ … per me la droga è stata una ricerca di vita alternativa rispetto a quella vissuta negativamente … l’unica cosa positiva è che adesso mi ha permesso di dover affrontare i disagi e le sofferenze che mi portavano ad usare …”
“ … vivo oggi una profonda sensazione di rabbia, delusione e sensi di colpa anche verso me stesso” … non sapevo più chi ero. In sintesi una rinuncia totale a tutto!”
“ … l’essere dipendenti è una malattia che tende a peggiorare se non si chiede aiuto: condiziona la libertà, i desideri diventano irrealizzabili, non si può essere se stessi e spontanei, ma nascondere la verità e manipolare …”
“ … l’eroina era diventata l’unica compagna a cui aggrapparmi, però mi sentivo sempre falso, costretto sempre a mentire … mentivo anche quando non era necessario, mi veniva naturale … non sapevo più chi ero!”
“Trasgredire sapevo che mi avrebbe fatto star male, ma ne avevo bisogno, non trovavo alternativa migliore per affrontare i miei disagi con gli altri. Dopo ho vissuto il senso del limite della libertà e la sensazione di impotenza!”
“L’alcol aveva i vantaggi che mi toglieva la timidezza, mi faceva sentire forte in base alla gente che frequentavo, ma capivo che mi ero inguaiato! Sono 10 anni che provo ad uscirmene!”
“… nel primo periodo, per me usare sostanze è stato un grande incentivo perché stavo finalmente bene, non accettavo più la normalità e le difficoltà con gli altri; nel secondo periodo, un sostitutivo, in quanto stavo benissimo anche da solo; nel terzo periodo, una condanna e mancanza di libertà … mi sono sentito come un ‘definitivo’ … per evitare di soffrire desideravo la morte. Mi rendevo conto che continuavo a fare ed essere una persona diversa da come sono, con tutti i sensi di colpa e i giudizi negativi che subivo anche da me stesso …”
 
“ … mi volevo solo divertire ai massimi livelli e invece sono stato male ai massimi livelli!”  …

Equipe

Gli operatori sono stati scelti oltre che in merito ai titoli ed all’esperienza teorico-tecnica specifica, anche per il possesso di particolari capacità di comprensione e relazione  necessarie per poter costruire una solida alleanza terapeutica con gli utenti. L’équipe è composta da professionisti dotati di specifiche caratteristiche: predisposizione empatica, sicurezza di se, buon livello di autoefficacia, passione verso questo lavoro, alta tolleranza alla frustrazione.
Ci avvaliamo di un Direttore scientifico e Consulente Psicologo-psicoterapeuta, di un Responsabile assistente sociale, di 3 Psicologi di cui uno Psicoterapeuta, di un coordinatore delle attività pedagogiche e dei laboratori, di un ex tossicodipendente e di 1 Supervisore Psichiatra.


Regole condivise
Gli operatori sono motivati ad evitare di imporre regole e di puntare sul divieto, poiché riteniamo più funzionale sensibilizzare, motivare, responsabilizzare, creare un clima di collaborazione reciproca e di fiducia nel gruppo degli operatori e nel Programma: l’adattamento a delle regole rigide imposte non favorisce il cambiamento, ma solo un momentaneo adattamento che si rivela inutile nel momento in cui si dovrà nuovamente affrontare la realtà.

Comunità "Vivere"

Comunità Residenziale per il trattamento delle Dipendenze Patologiche

Via B. Croce, 37 - 94015 Piazza Armerina - ENNA
SICILY - ITALY
E.mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Tel./Fax: 093589839

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