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Verifiche

Per ‘verifiche’ intendiamo l’esecuzione graduale di esperienze di esplorazione e di auto-osservazione, di esposizione a stimoli e contesti a rischio, in quanto correlati alle spinte motivazionali patogene.
Ovviamente, questo termine nasce dal linguaggio usato nelle Comunità, a definire dei momenti organizzati durante le varie fasi di trattamento per cui l’utente viene autorizzato a recarsi presso la propria residenza, rientrare per qualche giorno in famiglia, allo scopo di verificare appunto la funzionalità dei cambiamenti che si presumono essere acquisti.
Quindi è opportuno fornire delle indicazioni su come gestire il tempo a disposizione, nonché riguardo le modalità di esposizione a vecchi condizionamenti sfavorevoli, legati al contesto o la frequentazione di persone con le quali il paziente aveva condiviso le esperienze di ‘sballo’ e dissociazione.
In una fase più avanzata di trattamento, si presume che il paziente sia in grado di sperimentarsi con maggiore serenità e con successo, potendosi esporre a qualsiasi stimolo a rischio, in quanto non subisce più il peso del dover e del saper ‘rinunciare’ all’oggetto addictive, ma si sente protetto dal godere di uno stato di benessere da preservare, in funzione dei cambiamenti ottenuti attraverso l’azione psicoterapica sui i vincoli patologici e sulle condizioni di anedonia e di alessitimia.
I vari feedback riportati dal paziente durante le ‘verifiche’, quindi, le sensazioni vissute, il ‘richiamo’ più o meno forte della sostanza sperimentato ed i relativi contenuti del dialogo interno emerso, ma anche eventuali crolli emotivi ed utilizzo di vecchie e danneggianti strategie di coping, rappresentano importantissimi elementi di elaborazione, di conferma o re-inqadramento della fase motivazionale in cui collocare il soggetto.
Ci aiutano inoltre a ri-orientare l’intervento in funzione dell’emergere di determinati vincoli psicopatologici o relazionali non ancora adeguatamente affrontati e superati.
Una ricaduta non è in assoluto negativa, anzi può rappresentare un momento di crescita e di riorganizzazione di quanto fino a quel momento è stato fatto.
Quanto sopra affermato, vale anche nell’intervento ambulatoriale, ma si comprende, anche dagli aspetti evidenziati, che in questo caso il soggetto è come se fosse sempre in verifica e soprattutto in una fase iniziale risulterà chiaramente molto difficile per lo stesso reggere alle continue pressioni esercitate da innumerevoli stimoli a rischio, per cui possono manifestarsi diverse, inutili, e per niente terapeutiche, ricadute. La Comunità anche per questo rappresenta il setting ideale per affrontare in stato di protezione la realtà esterna e monitorarne l'evoluzione dei cambiamenti.

Comunità "Vivere"

Comunità Residenziale per il trattamento delle Dipendenze Patologiche

Via B. Croce, 37 - 94015 Piazza Armerina - ENNA
SICILY - ITALY
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Tel./Fax: 093589839

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